1. Champagne

    Lo Champagne è tra i vini più antichi e famosi del mondo, sinonimo di lusso ed eleganza. Si tratta di uno spumante prodotto nell’omonima regione francese per lo più da uve Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, assemblate ed lavorate secondo il Metodo Champenoise. L’accumularsi di aneddoti e di leggende, l’identificazione delle aree di produzione più vocate e una serie di geniali migliorie contribuirono alla fortuna dello Champagne e permisero ai produttori locali di investire sempre più sulla qualità, che ancora oggi continua a farci emozionare. Perché, come disse il poeta e pittore bretone Max Jacob, "lo Champagne, se si ha tempo per ascoltarlo, fa lo stesso rumore, nella sua schiuma e nelle sue bollicine, del mare sulla sabbia"

  1. Tipo di vino: Champagne
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  1. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Blanc de Blancs Grand Cru "Moncuit-Delos" Pierre Moncuit

    Champagne Brut Blanc de Blancs Grand Cru "Moncuit-Delos" Pierre Moncuit

    • 91
    • 92
    • Produttore Moncuit Pierre
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Chardonnay 100%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Brut Grand Cru “Moncuit-Delos” è un elegante champagne blanc de blancs, cioè ottenuto da sole uve di Chardonnay, affinato sui lieviti in bottiglia per 48 mesi. Freschi sentori di mela, brioche e agrumi emergono da un ventaglio aromatico raffinato, complesso e minerale

  2. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Premier Cru Aubry

    Champagne Brut Premier Cru Aubry

    • 90
    • 90
    • Produttore Aubry
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Meunier 60%, Pinot Noir 20%, Chardonnay 20%
    • Gradazione 12,5%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Brut Premier Cru di Aubry è uno champagne di medio corpo, elegante e persistente. Profumi delicati e fruttati, con note di pesca e lampone in evidenza, introducono a un sorso rotondo e fragrante, di buona struttura e sapidità

  3. Vino presente nei miei preferiti Champagne Grand Brut Perrier Jouet

    Champagne Grand Brut Perrier Jouet

    • 91
    • 87
    • Produttore Perrier-Jouet
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Noir 40%, Pinot Meunier 40%, Chardonnay 20%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Grand Brut di Perrier Jouet è elegante, delicato e floreale, nato dal sapiente assemblaggio dei 3 classici vitigni della Champagne e affinato per 36 mesi sui lieviti in bottiglia. Agrumi, frutta e fiori bianchi compongono una sinfonia raffinata e vivace, di buona freschezza e sapidità

  4. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Tradition Hostomme

    Champagne Brut Tradition Hostomme

    • Produttore Hostomme
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Chardonnay 40%, Pinot Meunier 40%, Pinot Nero 20%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Tradition di Hostomme è uno champagne di medio corpo fresco, elegante e minerale, maturato per almeno 24 mesi sui lieviti. I tipici profumi di panificazione e fiori bianchi accompagnano un sorso delicato, armonico e persistente
  5. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Reserve Billecart Salmon

    Champagne Brut Reserve Billecart Salmon

    • 91
    • 87
    • Produttore Billecart Salmon
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Noir, Chardonnay, Pinot Meunier
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Il Brut Reserve di Billecart Salmon è uno champagne armonico, fresco e minerale, affinato per 48 mesi sui lieviti in bottiglia. Note di frutta fresca si integrano a venature eleganti ed eteree per un sorso pieno, fragrante, fresco ed equilibrato

  6. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Nature "Zero" Tarlant

    Champagne Brut Nature "Zero" Tarlant

    • 91
    • 89
    • Produttore Tarlant
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Chardonnay 1/3, Pinot Noir 1/3, Pinot Meunier 1/3
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne “Zero” di Tarlant è un pas dosé intenso ed elegante, dal profilo complesso, asciutto e vivace, affinato sui lieviti in bottiglia per 48 mesi. Gli aromi tostati, di agrumi e frutta secca, sono sorretti da una buona freschezza: il sorso è equilibrato, corposo e dinamico

  7. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Rosé Bollinger

    Champagne Brut Rosé Bollinger

    • 93
    • 89
    • Produttore Bollinger
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Noir 62%, Chardonnay 24%, Pinot Meunier 14%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Rosé di Bollinger è uno champagne elegante e complesso, affinato sui lieviti in bottiglia per almeno 36 mesi, dotato di buona struttura e di una vibrante freschezza. Note di piccoli frutti rossi emergono da una tessitura aromatica vivace, fresca e vellutata, arricchita da tonalità delicatamente speziate

  8. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut "Dis, Vin Secret" Francoise Bedel

    Champagne Brut "Dis, Vin Secret" Francoise Bedel

    • 92
    • Produttore Bedel Francoise
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Meunier 95%, Chardonnay 5%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Il “Dis, Vin Secret” è uno champagne dalla personalità ampia e fruttata, ottenuto in prevalenza da Pinot Meunier. Il processo di produzione prevede la vinificazione in legno e acciaio e una maturazione sui lieviti in bottiglia per 7 anni. Nasce così uno champagne ricco, complesso e persistente. Vino da Vignaiolo Indipendente, da Agricoltura e Vinificazione Tradizionale

  9. Vino presente nei miei preferiti Champagne Extra Brut Reserve "Les Murgiers" Francis Boulard

    Champagne Extra Brut Reserve "Les Murgiers" Francis Boulard

    • 87
    • 91
    • Produttore Boulard Francis
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Pinot Meunier 70%, Pinot Nero 30%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • "Les Murgiers" di Francis Boulard è uno champagne extra brut affinato per almeno 24 mesi sui lieviti. Ci regala un bouquet delicato dove la frutta secca si amalgama a note di frutta bianca e richiami agrumati. Il sorso è elegante ed espressivo, intenso ed elegante. Vino da Agricoltura e Vinificazione Tradizionale

  10. Vino presente nei miei preferiti Champagne Brut Rosé Grand Cru "Les Romarines" Robert Moncuit

    Champagne Brut Rosé Grand Cru "Les Romarines" Robert Moncuit

    • Produttore Moncuit Robert
    • Denominazione Champagne AOC
    • Regione Francia - Champagne
    • Vitigni Chardonnay 85%, Pinot Nero 15%
    • Gradazione 12%
    • Formato Bottiglia 75 cl
    • Lo Champagne Rosé “Les Romarines” di Robert Moncuit nasce da Chardonnay e Pinot Nero e da una maturazione di 36 mesi sui lieviti in bottiglia. Sentori di piccoli frutti rossi, pane e burro si fondono in una trama aromatica cremosa, intrigante e suadente. Vino da Vignaiolo Indipendente

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IL METODO DI PRODUZIONE DELLO CHAMPAGNE

Lo Champagne è prodotto mediante Métode Champenoise, un insieme di procedure che ruotano attorno alla pratica della rifermentazione del vino in bottiglia. Il metodo prevede un processo di doppia fermentazione alcolica: la prima vinificazione, svoltasi in acciaio o in legno, porta alla produzione di un vino fermo, secco e poco alcolico, espressione di un clima continentale freddo e poco soleggiato, che, grazie all’aggiunta di lieviti e zuccheri, fermenta una seconda volta in bottiglia generando le famose bollicine.

Il vino di partenza nasce per lo più da uve Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay e può provenire da un’unica vendemmia, dando origine a uno Champagne millesimato, oppure dall’assemblaggio di vini di differenti annate. In questo caso si parla di cuvée e lo Champagne prodotto viene identificato come sans année, cioè “senza anno”. L’idea di cuvée è nata dall’intuizione di Dom Perignon per assicurare, anno dopo anno, una costanza qualitativa allo Champagne.

Il vino base viene quindi travasato in bottiglia con aggiunta del liqueur de tirage, cioè una mistura di vino, zuccheri e lieviti che hanno il compito di innescare la rifermentazione del vino. La bottiglia viene poi tappata con tappo a corona provvisto internamente di bidule, ovvero di un sostegno di plastica che servirà a raccogliere i residui. Questa seconda fermentazione alcolica dura all’incirca 5/6 mesi, durante i quali i lieviti trasformano gli zuccheri in alcol, innalzando la gradazione alcolica e rilasciando anidride carbonica. Non potendosi disperdere nell’ambiente, l’anidride carbonica rimane dentro la bottiglia, dove provoca un aumento di pressione e rende il vino effervescente, dotato cioè delle tipiche bollicine, chiamate perlage.

A questo punto comincia la fase di affinamento: le bottiglie vengono poste in posizione orizzontale in cantina e il vino spumantizzato rimane a contatto coi lieviti per un periodo minimo di 18 mesi, che può protrarsi anche per più di dieci anni per gli Champagne più prestigiosi. Durante questo periodo di affinamento i lieviti rilasciano sostanze in grado di conferire allo Champagne una grande ricchezza aromatica e i tipici sentori di crosta di pane. La grande sapidità che caratterizza i migliori Champagne è invece dovuta alla composizione gessosa dei terreni da cui provengono le uve, formatosi dopo il ritiro delle acque oceaniche circa 70 milioni di anni fa.

Al termine del periodo di affinamento le bottiglie sono riposte in rastrelliere di legno a forma di V rovesciata chiamate pupitre, che sorreggono le bottiglie orientandone il collo verso il basso. Le bottiglie vengono ruotate di un quarto di giro con movimento secco secondo la pratica del rémuage, che può durare fino a 6 settimane e che ha la funzione di concentrare i depositi fecciosi verso il tappo della bottiglia, nella bidule. L’eliminazione di questi residui tramite rimozione del tappo a corona si chiama degorgément. L’operazione può essere effettuato a mano, à la volée, da produttori esperti e tradizionalisti, oppure à la glace, modalità più sicura e diffusa che prevede il congelamento del collo della bottiglia e la rimozione dei residui congelati.

Si procede quindi alla rabboccatura e all’aggiunta del liqueur d’expedition, un composto di zucchero e vino di riserva, da considerarsi come la firma della maison, che determina il dosaggio dello Champagne, cioè il suo residuo zuccherino. Quegli Champagne prodotti senza aggiunta di zucchero sono chiamati nature o pas dosé e sono molto secchi e asciutti. La bottiglia viene allora chiusa con tappo a fungo e con una gabbietta in fil di ferro chiamata muselet. Un ulteriore affinamento in cantina completa il processo il produttivo, dopodiché lo Champagne può finalmente essere messo in commercio.

 

LA STORIA DELLO CHAMPAGNE

La storia dello Champagne è simile a quella dal brutto anatroccolo: un vino prodotto in una regione fredda e poco soleggiata, cioè in condizioni climatiche decisamente sfavorevoli, caratterizzato da grande acidità e da una bassa gradazione alcolica si è evoluto in uno dei migliori e più prestigiosi vini al mondo.

Le origini della viticoltura nella regione dello Champagne sembrano risalire alla conquista romana della Gallia settentrionale ma le prime produzioni vinicole significative sono attestate solo a partire dal VIII secolo, grazie all’attività dei monaci. A causa delle condizione climatiche non favorevoli, i vini prodotti nella Champagne per tutto il Medio Evo e la prima Età Moderna erano fermi, distinguibili in due tipologie: accanto ai cosiddetti vins gris, vini bianchi ottenuti da uve rosse, si producevano vini rossi leggeri dal colore pallido, tendente al rosato. L’introduzione, da parte dei proprietari terrieri inglesi del XVII secolo, di bottiglie di vetro, tappi di sughero e nuove pratiche enologiche permise di innalzare la qualità del vino e diffusero la pratica dell’imbottigliamento causando però uno sgradevole inconveniente: le rifermentazioni spontanee in bottiglia rendevano i vini frizzanti. Il clima molto freddo della regione non consentiva infatti la completa trasformazione degli zuccheri del mosto in alcol e interrompeva l’azione dei lieviti, che si riavviava dopo l’imbottigliamento. La pressione dovuta alla rifermentazione era responsabile dello scoppio di più della metà delle bottiglie e del salto dei tappi, per questo il vino della Champagne venne soprannominato vin du diable, vino del davolo, oppure saute-bouchon, cioè salta-tappo. Già nel 1675 il poeta inglese George Etheredge scriveva: “lo Champagne effervescente rianima rapidamente i poveri amanti sofferenti”, offrendoci una preziosa testimonianza.

Il contributo decisivo per l’evoluzione dello Champagne è attribuito al monaco benedettino Dom Pierre Pérignon (1638-1715), abate di Hautvillers, abbazia a pochi chilometri da Epernay, tradizionalmente riconosciuto come il padre dello Champagne. Dom Pérignon fu il primo a intuire le grandi potenzialità della presa di spuma in bottiglia e a introdurre tutte quelle pratiche che, nel loro insieme, costituiscono oggi il Méthode Champenoise. L’intuizione di utilizzare, nelle annate meno favorevoli, vini di riserva delle annate precedenti per garantire, secondo una logica commerciale, una qualità costante ogni anno aprì la strada alla pratica dell’assemblage di vini di annate differenti e alla creazione della cuvée, oggi fondamentali per la produzione di Champagne. Questo spiega come mai tradizionalmente lo Champagne sia sans année, cioè senza indicazione dell’annata.

Nel XVII secolo la moda dello Champagne si diffuse in tutta la Francia e nacquero le prime storiche maison. Le ragioni di questo successo si spiegano tenendo presenti alcuni fattori:

- la città di Reims, situata nel nord della Champagne, aveva assunto una tale importanza da essere stata designata sede dell’incoronazione dei re di Francia. Questo avvenimento era seguito da un lungo periodo di festeggiamenti a cui prendevano parte tutti i sovrani europei, che avevano modo così di scoprire il vino tipico della regione

- Reims assunse anche il ruolo di importante centro commerciale. I commercianti giunti da tutta la Francia, una volta venduta la loro merce, riempivano i carri rimasti vuoti con bottiglie di Champagne provvedendo a diffonderne la fama

- la comodità dei trasporti fluviali favorivano il commercio di vino dalla Champagne alla capitale e alla corte di Versailles. Un motto attribuito a Luigi XIV testimonia perfettamente questo successo: “lo Champagne è l’unica bevanda concepibile”.

Nel corso dell’Ottocento alcune migliorie tecniche resero più semplice ed efficiente il processo produttivo: la maison Cliquot escogitò un metodo per eliminare il deposito feccioso all’interno delle bottiglie, inventando le pupitres e introducendo le pratiche del remuage e del dégorgement. Conoscenze più approfondite sulla relazione tra il dosaggio zuccherino e la pressione interna alla bottiglia, assieme alla fabbricazione di bottiglie di vetro più robuste e all’uso del tappo di sughero a fungo ridussero drasticamente il numero degli scoppi. Ancora oggi però, nonostante le moderne conoscenze e tecnologie, una bottiglia su mille esplode comunque. 

Lo Champagne raggiunse grande fama e prestigio durante l’Impero napoleonico. I successi del generale corso venivano festeggiati con distribuzione di casse di Champagne tra i soldati e nacque la tecnica dello sabrage, che consiste nello stappare la bottiglia con una sciabola. Napoleone provvedeva personalmente a recarsi in Champagne prima di ogni campagna militare per procurarsi il vino. Sua è la celebre frase: “quando vinci meriti lo Champagne. Quando perdi ne hai bisogno”.

Sono passati molto secoli che hanno visto la fama dello Champagne, alimentata da un prestigio secolare, accrescersi sempre di più. L’andamento favorevole dei mercati internazionali hanno spinto i produttori a concentrarsi sempre di più sulla qualità, facendo dello Champagne uno dei migliori e più preziosi vini al mondo.

 

TIPOLOGIE DI CHAMPAGNE

Nel mondo degli Champagne esistono molte differenziazioni. La prima di queste porta alla distinzione tra Champagne sans année e millésimé. La cuvée dei sans année nasce da assemblage tra vini giovani dell’ultima vendemmia, chiamati vins clairs, e vini di vendemmie precedenti, i vins de réserve. Per gli Champagne millesimati la legislazione francese prevede che il vino base provenga per il 100% da un’unica vendemmia e impone un affinamento sui lieviti in bottiglia di almeno 36 mesi. Se i sans année rappresentano appieno la maison e incarnano uno stile peculiare e consolidato, i millesimati sono l’espressione di una precisa annata. Per questo motivo le maison producono i millesimati solo nelle annate migliori. Il primo millesimato prodotto è stato il Veuve Clicquot 1810, prima grande annata della storia dello Champagne, seguita da altre grandiose vendemmie. Ecco le più recenti e memorabili: 1988, 1989, 1990, 1995, 1996, 1997, 1998, 2002, 2004, 2008. Le successive si sono attestate su livelli molto alti e le maison hanno prodotto negli ultimi anni grandi millesimati. 

Il dosaggio zuccherino è un’altra variabile fondamentale, in grado di determinare il grado di secchezza o di dolcezza del vino. In relazione alla quantità di zucchero presente nel liqueur d’expedition avremo diverse tipologie di Champagne, riassunte nella scala: pas dosé o nature (nessuna aggiunta di zucchero), extra brut (aggiunta inferiore ai 6 g/l); brut (fino a 12 g/l) e altre tipologie con alto livello zuccherino. Originariamente lo Champagne era uno spumante dolce e solo alla fine del XVIII secolo, con il diffondersi del cosiddetto goût anglais, gusto inglese, è nata la tendenza di produrre Champagne secchi: sono nati così i primi brut.

I tre vitigni tipici da cui nasce lo Champagne sono 3: due a bacca nera, Pinot Noir e Pinot Meunier, e uno a bacca bianca, lo Chardonnay. Accanto a questi esistono altre varietà antiche che occupano in totale solamente lo 0,3% della superficie vitata della regione. Nel caso di Champagne nati da sole uve Chardonnay si parla di Blanc de Blancs. Gli Champagne prodotti da sole uve a bacca rossa sono invece definiti Blanc de Noirs.

Molto diffusi e apprezzati sono anche gli Champagne rosé, una tipologia che si è imposta per il notevole livello di complessità e ricchezza aromatica. A seconda di come viene prodotto si fa distinzione tra rosé d’assemblage e rosé de saignée. L’assemblage tra vini bianchi e rossi è la pratica più diffusa ed è consentita in Francia solo per la composizione delle cuvée. La modalità par saignée invece è più tradizionale e prevede la macerazione sulle bucce al fine di ottenere, oltre al colore rosa, un profilo aromatico più ricco.

Sulle etichette degli Champagne è inoltre sempre presente una sigla in forma di acronimo che dà informazioni sull’iter produttivo. I due acronimi più diffusi sono RM (che significa Récoltant Manipulant) e NM (Négociant Manipulant). Sono classificate come RM le bottiglie di quei produttori che lavorano nella propria cantina solo le uve raccolte nei vigneti di proprietà. Gli Champagne delle medie e grandi maison hanno invece quasi sempre in etichetta l’indicazione NM: il produttore ha comprato le uve dai vignerons e le ha spumantizzate nella propria cantina.

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