C’è qualcosa di irresistibile nell’arancina (o arancino), un piccolo cofanetto di bontà. Un piatto povero di strada, da mangiare velocemente ed in piedi: semplicemente, il piatto più iconico dello street food siciliano. Oggi è diventato, con un cambio di contesto, un vero simbolo della gastronomia siciliana, che finisce nei menù dei ristoranti o dei bar dove è imperativo sorseggiare un calice.
Scopri come preparare gli arancini al ragù, passo dopo passo, e quali sono i migliori vini per esaltarne il gusto.
Ricetta Arancini
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minutes30
minutesLa ricetta degli Arancini fatta dal team di Callmewine
Ingredienti
400 g di riso Carnaroli (o Vialone Nano)
80 g di caciocavallo fresco (o provola)
1 bustina di zafferano
Olio di semi per friggere
Sale q.b.
- PER IL RAGÙ
150 g di carne macinata mista (manzo e maiale)
80 g di piselli
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
½ cipolla
- PER LA PANATURA
100 g di farina
2 uova
150 g di pangrattato
Preparazione
- Cuoci il riso in acqua salata con lo zafferano fino a completo assorbimento, stendilo su un vassoio largo. Lascialo raffreddare completamente.
- Trita la cipolla e poi inizia a soffriggere, aggiungi la carne macinata e poi i piselli. Unisci il concentrato di pomodoro, regola di sale e pepe e cuoci fino a ottenere un composto ben asciutto e rappreso. Lascia raffreddare almeno 30 minuti..
- Con le mani umide, prendi una porzione di riso freddo, appiattiscila sul palmo, aggiungi un cucchiaio di ragù e un pezzetto di caciocavallo al centro. Richiudi formando una palla (o un cono, se vuoi omaggiare la tradizione catanese).
- Sbatti le uova intere con un pizzico di sale per migliore aderenza.
- Passa ogni arancino prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato, assicurandoti una copertura uniforme e senza zone scoperte.
- Friggi in abbondante olio di semi a 170°C, pochi pezzi per volta, fino a doratura uniforme. Scola su carta assorbente e servi subito.
Curiosità sugli Arancini
La storia dell’arancino affonda le radici nella dominazione araba della Sicilia. Gli arabi consumavano riso allo zafferano con carne, appallottolato a mano. Secondo la leggenda, la panatura croccante sarebbe un’intuizione di Federico II di Svevia, che cercava un pasto pratico da portare durante i viaggi di caccia.
Oggi la ricetta si divide tra due grandi tradizioni: quella palermitana, con la forma tonda che ricorda l’arancia, e quella catanese, con la forma conica ispirata alla sagoma dell’Etna. L’Accademia della Crusca ha riconosciuto entrambe le denominazioni, arancino e arancina, come corrette. Il dibattito, però, continua.
Abbinamenti Vino e Arancini
Gli arancini sono croccanti fuori, morbidi e filanti dentro, con la grassezza della frittura, la dolcezza del riso e la sapidità del ragù e del caciocavallo. Il vino deve avere una freschezza decisa per pulire il palato, senza coprire la delicatezza dello zafferano. Ecco le opzioni migliori:
- Vino Frizzante: la bollicina è sempre una compagna fedele del fritto, il perlage puliscono la grassezza in modo preciso; l’abbinamento territoriale più coerente sarebbe con vini a base Catarratto o altri autoctoni siciliani;
- Frappato: rosso leggero e fruttato, si abbina perfettamente con la fragranza del fritto e del ragù, sorreggendo l’intensità del morso;
- Etna Rosato: per omaggiare la tradizione catanese, visitiamo il vulcano. Note fruttate e struttura equilibrata, ottimo anche per la versione al burro con prosciutto cotto e mozzarella.
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