Arancina o Arancino: il meglio del mangiare di strada in Sicilia

C’è qualcosa di irresistibile nell’arancina (o arancino), un piccolo cofanetto di bontà. Un piatto povero di strada, da mangiare velocemente ed in piedi: semplicemente, il piatto più iconico dello street food siciliano. Oggi è diventato, con un cambio di contesto, un vero simbolo della gastronomia siciliana, che finisce nei menù dei ristoranti o dei bar dove è imperativo sorseggiare un calice.

Scopri come preparare gli arancini al ragù, passo dopo passo, e quali sono i migliori vini per esaltarne il gusto.

Ricetta Arancini

Ricetta Arancini

Porzioni

6

persone
Preparazione

40

minutes
Cottura

30

minutes

La ricetta degli Arancini fatta dal team di Callmewine

Ingredienti

  • 400 g di riso Carnaroli (o Vialone Nano)

  • 80 g di caciocavallo fresco (o provola)

  • 1 bustina di zafferano

  • Olio di semi per friggere

  • Sale q.b.

  • PER IL RAGÙ 
  • 150 g di carne macinata mista (manzo e maiale)

  • 80 g di piselli

  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

  • ½ cipolla

  • PER LA PANATURA
  • 100 g di farina

  • 2 uova

  • 150 g di pangrattato

Preparazione

  • Cuoci il riso in acqua salata con lo zafferano fino a completo assorbimento, stendilo su un vassoio largo. Lascialo raffreddare completamente.
  • Trita la cipolla e poi inizia a soffriggere, aggiungi la carne macinata e poi i piselli. Unisci il concentrato di pomodoro, regola di sale e pepe e cuoci fino a ottenere un composto ben asciutto e rappreso. Lascia raffreddare almeno 30 minuti..
  • Con le mani umide, prendi una porzione di riso freddo, appiattiscila sul palmo, aggiungi un cucchiaio di ragù e un pezzetto di caciocavallo al centro. Richiudi formando una palla (o un cono, se vuoi omaggiare la tradizione catanese).
  • Sbatti le uova intere con un pizzico di sale per migliore aderenza.
  • Passa ogni arancino prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato, assicurandoti una copertura uniforme e senza zone scoperte.
  • Friggi in abbondante olio di semi a 170°C, pochi pezzi per volta, fino a doratura uniforme. Scola su carta assorbente e servi subito.

Curiosità sugli Arancini

La storia dell’arancino affonda le radici nella dominazione araba della Sicilia. Gli arabi consumavano riso allo zafferano con carne, appallottolato a mano. Secondo la leggenda, la panatura croccante sarebbe un’intuizione di Federico II di Svevia, che cercava un pasto pratico da portare durante i viaggi di caccia.

Oggi la ricetta si divide tra due grandi tradizioni: quella palermitana, con la forma tonda che ricorda l’arancia, e quella catanese, con la forma conica ispirata alla sagoma dell’Etna. L’Accademia della Crusca ha riconosciuto entrambe le denominazioni, arancino e arancina, come corrette. Il dibattito, però, continua.

Abbinamenti Vino e Arancini

Gli arancini sono croccanti fuori, morbidi e filanti dentro, con la grassezza della frittura, la dolcezza del riso e la sapidità del ragù e del caciocavallo. Il vino deve avere una freschezza decisa per pulire il palato, senza coprire la delicatezza dello zafferano. Ecco le opzioni migliori:

  • Vino Frizzante: la bollicina è sempre una compagna fedele del fritto, il perlage puliscono la grassezza in modo preciso; l’abbinamento territoriale più coerente sarebbe con vini a base Catarratto o altri autoctoni siciliani;
  • Frappato: rosso leggero e fruttato, si abbina perfettamente con la fragranza del fritto e del ragù, sorreggendo l’intensità del morso;
  • Etna Rosato: per omaggiare la tradizione catanese, visitiamo il vulcano. Note fruttate e struttura equilibrata, ottimo anche per la versione al burro con prosciutto cotto e mozzarella.

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