Vini da Abbinare agli Arrosticini
Vini da Abbinare agli Arrosticini
Gli arrosticini sono il simbolo della cucina abruzzese: spiedini di pecora o castrato, cotti sulla brace e conditi solo con olio e sale. La loro semplicità è apparente, perché la carne di pecora ha un carattere deciso, una grassezza intensa e note selvatiche che richiedono un vino capace di tenere il confronto. I nostri sommelier hanno selezionato le etichette per accompagnare uno dei piatti più iconici del Centro Italia.
Montepulciano d'Abruzzo: l'abbinamento di territorio
Con gli arrosticini, l'abbinamento territoriale è quasi obbligato, e raramente la logica del territorio porta a risultati così precisie. Il Montepulciano d'Abruzzo, con i suoi tannini morbidi, la frutta rossa matura e la rusticità di fondo, è il compagno naturale degli arrosticini: entrambi esprimono la stessa identità abruzzese, diretta, senza fronzoli e capace di grande soddisfazione. La carne di pecora ha un carattere grasso e selvatico che i tannini morbidi del Montepulciano gestiscono in modo naturale, senza quella durezza che altri vitigni più tannici produrrebbero in abbinamento. Un Montepulciano di buona annata, non eccessivamente elaborato in cantina né sovramaturo, accompagna la carne di pecora con coerenza e piacevolezza. La versione Riserva, con qualche anno di bottiglia in più, porta una complessità aggiuntiva che si abbina bene agli arrosticini di pecora adulta, più intensi e con più grasso. La temperatura di servizio degli arrosticini conta quanto quella del vino: serviti troppo freddi perdono il loro grasso caratteristico, troppo caldi diventano pesanti. Lo stesso vale per il Montepulciano: intorno ai 16-18°C esprime al meglio la sua freschezza.
Il Cerasuolo d'Abruzzo, il rosato locale dalla struttura sorprendente, è un'alternativa estiva convincente per chi vuole restare in regione con una bottiglia più fresca e beverina. Anche un Trebbiano d'Abruzzo di buona struttura, nelle versioni più ricche con affinamento in legno può rivelarsi una scelta inaspettata ma interessante per chi vuole accompagnare gli arrosticini con un bianco di carattere.
Oltre l'Abruzzo: rossi rustici e di carattere
Fuori dal territorio abruzzese, gli arrosticini trovano compagni all'altezza nei rossi rustici del Centro-Sud italiano. Un Aglianico del Vulture o del Sannio, con i suoi tannini decisi e le note di pepe e frutta scura, regge la grassezza e il carattere selvatico della pecora senza difficoltà ed è probabilmente la scelta più interessante fuori dall'Abruzzo. Un Nero d'Avola di buona struttura o un Primitivo di Manduria caldo e concentrato sono scelte solide per chi ama i rossi del Sud, con una rotondità che si sposa bene con il grasso della carne.
Un Cannonau di Sardegna, rustico e di carattere, con i suoi richiami di macchia mediterranea e la sua struttura tannica, è un abbinamento meno scontato ma molto convincente, soprattutto nelle versioni più strutturate della denominazione. Un Sagrantino di Montefalco in versione più giovane, dove i tannini sono ancora presenti ma non più dominanti, è una scelta umbra di grande carattere per chi vuole sfidare la rusticità degli arrosticini con un vino di pari intensità.
Un Teroldego Rotaliano trentino, con i suoi sentori selvatici e la tensione al sorso, è una scelta settentrionale inaspettata ma funzionale per gli arrosticini, grazie al suo carattere deciso che non teme il confronto con la carne di pecora. Un Lacrima di Morro d'Alba marchigiano, intensamente floreale e con tannini morbidi, è una scelta originale per le versioni degli arrosticini più delicate, dove si ricerca un vino con personalità ma senza aggressività. Da evitare i bianchi delicati e le bollicine leggere: la carne di pecora ha un carattere che richiede vini strutturati e intensi.






































