Le foglie cadono, le castagne scoppiettano sulla brace e in enoteca spunta un’etichetta che dura giusto il tempo di una stagione. Il vino novello è il primo brindisi della vendemmia: fresco, fruttato e un po’ sfacciato. Ma cos’è davvero, perché ha una data di uscita precisa e, soprattutto, con cosa lo abbineresti?

Cos’è il vino novello?
Il vino novello è un rosso, più raramente un rosato, prodotto con le uve della vendemmia appena conclusa e messo in commercio dopo poche settimane. È una menzione tradizionale regolata per legge. Può comparire in etichetta solo su vini DOP o IGP il cui disciplinare la preveda, e sempre insieme all’annata delle uve.
Come si produce il vino novello
Il segreto del novello sta in una tecnica nata in Francia negli anni Trenta, ossia la macerazione carbonica. Funziona così:
- Grappoli interi: le uve non vengono pigiate, ma sistemate intere in vasche chiuse e sature di anidride carbonica;
- Fermentazione dentro l’acino: senza ossigeno, gli enzimi avviano una fermentazione all’interno di ogni acino. Si lavora intorno ai 30 °C per circa una settimana;
- Pressatura e fine fermentazione: le uve vengono poi pressate e il mosto completa la fermentazione alcolica come un vino tradizionale.
Il risultato è un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei, poco tannico, morbido e con aromi intensi di frutta. Per legge almeno il 40% del vino novello deve provenire da macerazione carbonica, mentre il resto può essere vinificato in modo classico. Alcuni disciplinari sono più severi: il Bardolino Novello DOC, per esempio, ne richiede almeno l’85%.
Novello vs vino giovane vs vino dell’anno
Sono tre espressioni che sembrano sinonimi, ma non lo sono:
- Vino novello: è una menzione tradizionale con regole precise sulla tecnica (macerazione carbonica), sulla data di uscita e sull’indicazione dell’annata;
- Vino giovane: indica in generale un vino da bere nei primi anni di vita, senza affinamenti lunghi. Per questi vini non è prevista una categoria legale;
- Vino dell’anno (o vino nuovo): è il vino della vendemmia in corso ottenuto con vinificazione tradizionale, spesso sfuso o venduto direttamente in cantina. Non segue le regole del novello.
In breve, ogni novello è un vino giovane, ma non ogni vino giovane è un novello.
Quando esce il vino novello in Italia?
Il vino novello può essere messo in vendita sia in Italia sia all’estero dalle ore 00:01 del 30 ottobre dell’anno della vendemmia. La data è fissata dal decreto ministeriale del 13 agosto 2012. È rimasta una sola eccezione: il Lizzano Rosso DOC, ancora legato alla vecchia data, ovvero il 6 novembre.
San Martino e il vino novello: la tradizione
Per molti italiani il novello resta il vino di San Martino, che si festeggia l’11 novembre. Un proverbio lo riassume bene: a San Martino ogni mosto diventa vino. Era il giorno in cui, nelle campagne, si apriva la botte nuova e si brindava al raccolto con le castagne arrosto. Il novello è diventato, quindi, il protagonista delle sagre d’autunno.
Nouveau vs Novello italiano
Il fratello maggiore del novello è francese: il Beaujolais Nouveau, che esce il terzo giovedì di novembre con lo slogan Le Beaujolais Nouveau est arrivé. Ecco le differenze principali:
- Vitigno: il Beaujolais Nouveau è Gamay al 100%. Il novello italiano usa vitigni diversi a seconda della zona, come Teroldego, Merlot, Sangiovese, Corvina e Montepulciano;
- Tecnica: in Francia la macerazione carbonica riguarda il 100% delle uve, mentre in Italia basta il 40%;
- Uscita: il novello esce il 30 ottobre, il Beaujolais il terzo giovedì di novembre.
Quanto dura il vino novello? Si conserva in cantina?
Il vino novello è un vino da bere giovane, non da collezione. Il suo fascino sta tutto nel frutto fresco che con il tempo potrebbe spegnersi.
- Momento migliore: bevilo entro le feste di Natale quando profumi e vivacità sono al massimo;
- Limite consigliato: entro la primavera successiva alla vendemmia. Dopo perde la sua identità;
- Conservazione: in un luogo fresco e buio, con la bottiglia coricata se il tappo è di sughero;
- Temperatura di servizio: intorno ai 14-16 °C, cioè leggermente fresco, per esaltare gli aromi fruttati.
Una volta aperto, si mantiene un paio di giorni in frigo con il tappo. Ma diciamolo: una bottiglia di novello arriva raramente al giorno dopo!
Quanto dura il vino novello? Si conserva in cantina?
Tannini bassi, acidità vivace e tanta frutta: il vino novello chiede piatti semplici, saporiti e conviviali. Meglio lasciar perdere piatti troppo elaborati o speziati: rischierebbero di sovrastarlo.
Castagne, salumi, formaggi freschi e piatti autunnali
- Caldarroste: è l’abbinamento della tradizione. La dolcezza farinosa della castagna incontra la frutta rossa del vino, in un connubio perfetto;
- Salumi: salame, coppa, prosciutto crudo e mortadella. L’acidità del vino bilancia bene la grassezza dei salumi;
- Formaggi freschi e poco stagionati: stracchino, crescenza, primo sale e caciotte giovani. Meglio evitare gli erborinati e le lunghe stagionature;
- Piatti autunnali: polenta con funghi, zuppe di legumi, risotto alla zucca e bruschette con l’olio nuovo;
- Carni bianche e pizza: pollo arrosto, salsicce alla griglia o una margherita del sabato sera.

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Il novello è un vino d’occasione nel senso più bello: arriva, fa festa e se ne va. Ogni regione ne dà una lettura diversa: il Trentino, patria del Novello di Teroldego, il Veneto del Bardolino Novello, ma anche la Toscana e l’Abruzzo. Sul catalogo di Callmewine trovi i migliori vini novelli dell’annata, con etichette per ogni tasca, perfette per la prossima serata di castagne e amici. E tu, sei più team Novello o team Beaujolais Nouveau?
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