Tajut
Storia
Tajut nasce per raccontare una delle regioni più vocate d’Italia per i grandi vini bianchi, il Friuli Venezia Giulia. Il nome viene dalla lingua friulana: il tajut è il bicchiere di vino bevuto in osteria, un piccolo rito quotidiano di convivialità che scandisce le giornate tra amici. Qui il paesaggio è un dialogo continuo tra montagna e mare: le Alpi Giulie proteggono i vigneti dai venti freddi del nord, mentre le brezze dell’Adriatico mitigano il clima e asciugano i grappoli. Da questo equilibrio nasce una terra di confine, dove culture latine, slave e mitteleuropee si sono incontrate per secoli, lasciando un’impronta profonda anche nella tradizione viticola. Tajut si muove con rispetto dentro questa storia, con un’idea semplice: lasciare che sia il luogo a parlare, bottiglia dopo bottiglia.
Vigna
In vigna, Tajut lavora su colline dai suoli marnosi e arenacei, la celebre ponca, capace di trattenere l’acqua e cedere alla vite preziosi sali minerali. Le forti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione lenta delle uve e preservano aromi e freschezza. Protagonisti sono i vitigni autoctoni, come Friulano e Ribolla Gialla, affiancati da varietà internazionali che qui hanno trovato una seconda casa. La vendemmia avviene al momento ideale di maturazione, per portare in cantina uve sane e integre.
Vini
Le etichette di Tajut nascono da vinificazioni attente, con pressature soffici e fermentazioni a temperatura controllata per custodire l’identità varietale di ogni uva. Al naso i bianchi rivelano aromi di frutta a polpa bianca, fiori di campo e note erbacee, mentre i rossi giocano su piccoli frutti scuri e spezie. Al palato il sorso è fresco e sapido, con una chiusura minerale e persistente. La gamma spazia da versioni immediate e beverine a espressioni più strutturate, fedele ritratto delle colline friulane.




