Biondi Santi

Il grande simbolo di Montalcino: una storia di vino che viene da lontano

La cantina Biondi Santi, guidata saldamente per decenni da Franco Biondi Santi, è ormai diventata un simbolo di Montalcino, e oggi, sotto la guida del figlio Jacopo, rappresenta il punto di riferimento incontestato per tutti gli appassionati del Brunello. Un storia secolare, fatta di passione, competenza e amore per il territorio, che ha inizio a metà '800 grazie al lavoro e alla passione di Clemente Santi, letterato e grande proprietario terriero: sua infatti la Tenuta Il Greppo.

I vini di Biondi Santi ottennero i primi importanti riconoscimenti nell'Esposizione Universale di Parigi del 1867, imponendosi nel panorama vinicolo internazionale per la loro poliedrica eleganza. Fu però la ormai storica vendemmia del 1888 a produrre quello che oggi noi conosciamo come Brunello di Montalcino. Da allora sono passati molti anni e la cantina, sempre guidata dalla famiglia Biondi Santi, è stata oggetto di un crescente successo, diventando un grande nome del Brunello di Montalcino.

Il fulcro della cantina Biondi Santi coincide con la storica Tenuta Il Greppo: 43 ettari complessivi di cui 25 popolati da vigneti di Sangiovese, dove si contano impianti molto vecchi risalenti persino al 1930: la vigna del Greppo è infatti utilizzata per la splendida Riserva. Ci troviamo ad un'altitudine compresa tra i 350 e i 570 metri, in condizioni ideali per la produzione del Brunello. Lunghe maturazioni in botti e straordinaria freschezza gustativa sono dei capisaldi della tradizione della famiglia simbolo del Brunello. Qui infatti nascono quei grandi vini che hanno scritto (e che continuano a scrivere) la meravigliosa storia vinicola di Montalcino e del mondo. 

Informazioni

Regione
Vini principali
Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino
Anno fondazione
1825
Ettari vitati
25
Uve di proprietà
100%
Produzione annua
80.000 bt
Enologo
Franco Biondi Santi
Indirizzo
Località Villa Greppo 183, - Montalcino (SI)

 

 

"Noi siamo consapevoli che, come Franco nel raccontare le sue vigne lodava il lavoro del padre Tancredi, del nonno Ferruccio e del trisavolo Clemente, così il figlio Jacopo è determinato a continuare con precisione e rigore l'opera dei suoi avi, a lasciare la sua impronta in questo superbo squarcio di storia enologica della Toscana e dell'Italia intera"

Guida Bibenda 2016

I vini di Biondi Santi