Domaine d’Élise
Storia
Il Domaine d’Élise nasce nel 1970 da una scommessa quasi temeraria: sulla sommità di un colle sopra Milly, alle porte di Chablis, un intraprendente parigino pianta le viti direttamente sulla roccia. All’inizio degli anni Ottanta la proprietà passa a Frédéric Prain, ingegnere anche lui parigino, che se ne innamora a prima vista e impara il mestiere direttamente tra i filari. Per anni divide la settimana tra la famiglia a Parigi e la vigna in Borgogna, tanto da dire di conoscere ogni metro dell’autostrada. Oggi la tenuta resta un caso raro nella regione: tredici ettari in un solo corpo, con casa e cantina al centro dei filari, quasi uno Château bordolese trapiantato nello Chablisien.
Vigna
Il vigneto del Domaine d’Élise si apre a sud e sud-est sul plateau che sovrasta la Côte de Léchet, Premier Cru di cui la cantina possiede anche una piccola parcella. I suoli argillo-calcarei, in gran parte di matrice portlandiana, sono poveri e fittamente coperti di pietre, limitando, così, da soli le rese. La superficie si divide quasi a metà tra le denominazioni Chablis e Petit Chablis. L'altitudine elevata allunga i tempi di maturazione delle uve, per questo Frédéric Prain sceglie una vendemmia volutamente tardiva: in cantina arrivano uve mature e ricche, senza sacrificare la freschezza che definisce lo stile chablisien. Un reimpianto graduale ha infine rinnovato circa un terzo delle piante, sostituendo i ceppi più anziani.
Vini
Le etichette del Domaine d’Élise raccontano Chablis e Petit Chablis, affiancati da una produzione molto limitata di Premier Cru Côte de Léchet. In cantina Frédéric Prain sceglie di intervenire il meno possibile: i mosti decantano naturalmente, fermentano in vasche di cemento rivestite d’acciaio e maturano per diversi mesi sulle fecce fini, con un solo travaso e una leggera filtrazione finale. Ne nascono Chardonnay di finezza e grande equilibrio: al naso aromi di agrumi, frutta bianca e fiori secchi, al palato una trama morbida, sostenuta da freschezza e da un finale gessoso. Più vivaci e diretti i Petit Chablis, più rotondi e profondi gli Chablis: lo Chablisien più classico, senza scorciatoie.


