Crotin 1897
Crotin 1897 nasce sulle colline del Monferrato astigiano, a pochi chilometri da Asti, dove il borgo di Maretto ospita da generazioni la famiglia Rezza-Russo. Il nome Crotin, in dialetto piemontese, indica un piccolo antro scavato nella roccia: è in una di queste cavità, datata 1897, che affonda le radici il progetto che oggi porta lo stesso nome. La svolta arriva nel 2002, quando la famiglia imbottiglia per la prima volta il proprio vino, dopo decenni di coltivazione per uso familiare. Guidano oggi la cantina Daniela Rezza e i tre figli: Federico, agronomo, Marcello, che cura la cucina dell'agriturismo, e Corrado, enologo, affiancato dal winemaker Cristiano Garella. Attorno alla cascina si distendono vigneti, frutteto e orto, con un piccolo gregge di pecore tra i filari.
Crotin 1897 possiede 14 ettari vitati, certificati biologici dal 2018, che ricevono solo trattamenti a base di rame e zolfo, senza diserbanti né concimazioni chimiche. La fertilità dei suoli, ricchi di sabbia, argilla e resti fossili marini, è sostenuta dal sovescio e dal letame del gregge. L'allevamento a controspalliera con potatura Guyot accompagna varietà come Freisa, Grignolino, Barbera e Bonarda, insieme agli incroci del professor Dalmasso, Albarossa e il raro Bussanello, insieme alla quasi dimenticata Malvasia Moscata. In cantina l'intervento resta minimo: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, bassi dosaggi di anidride solforosa e affinamenti soprattutto in acciaio e cemento, con il legno riservato alle versioni più strutturate.
La produzione di Crotin 1897, contenuta in poche migliaia di bottiglie, restituisce un ritratto fedele delle uve e del territorio. Le versioni bianche puntano su freschezza e carattere aromatico, quelle rosate su beva immediata e sapidità, mentre i rossi, dalla Barbera al Grignolino fino alla Freisa nella versione superiore, raccontano il lavoro della famiglia con toni diretti. Ogni vino nasce da una selezione di singola vigna, in numeri limitati. Crotin 1897 rappresenta oggi una delle realtà a conduzione familiare più coerenti del panorama biologico piemontese, capace di unire vigna, cantina e accoglienza in un solo racconto di territorio.





