Tenuta Fornace
Storia
Tenuta Fornace nasce dalla storia della famiglia Rossi, che coltiva le colline di Rovescala, nell'Oltrepò Pavese, fin dal 1823. Sei generazioni si sono succedute su questi filari a pochi passi dal confine con l'Emilia, ma è con Andrea che il progetto cambia volto: laureato in biologia, riprende l'azienda proprio quando il padre pensava di venderla e trasforma due ettari e mezzo in una tenuta che oggi supera gli ottanta, distribuiti su sette colline tra l'Oltrepò Pavese e i Colli Tortonesi. Il suo sguardo da biologo legge il vigneto come un ecosistema prima ancora che come una coltura, un'idea che guida tutto il lavoro successivo.
Vigna
Tenuta Fornace lavora la terra ispirandosi ai principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. In vigna sono banditi fertilizzanti di sintesi ed erbicidi: i tralci di potatura vengono sminuzzati per formare humus e i sovesci di leguminose arricchiscono la fertilità dei terreni argillosi e calcarei. Con l'Università di Milano la cantina porta avanti il progetto Vigneti e Natura, dedicato al ripopolamento di farfalle, api e uccelli tra i filari, un approccio che restituisce centralità al suolo e alla fauna come sistema di equilibrio naturale del vigneto.
Vini
Tenuta Fornace porta in cantina lo stesso rispetto riservato alla vigna: le fermentazioni avvengono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni presenti sulle bucce, senza chiarificazioni né filtrazioni che ne appiattiscano il carattere. L'anidride solforosa aggiunta è ridotta al minimo o assente, e la decantazione naturale, affidata al freddo e al tempo, sostituisce gli interventi meccanici. Da varietà autoctone come Croatina, Barbera e Pinot Nero nascono espressioni ferme, frizzanti col metodo ancestrale e macerati sulle bucce, mentre dai Colli Tortonesi arriva il Timorasso, accanto a Riesling, Moscato bianco e Cortese. Ne risulta una gamma ampia ed eterogenea, alla ricerca di un'interpretazione diretta del territorio.





