Coletti Massimo
La cantina di Massimo Coletti nasce tra le colline di Osigo, Colle Umberto e San Fior, nel cuore della Marca Trevigiana, su un mosaico di suoli che spaziano dalle alture calcaree ai depositi morenici fino alle terre alluvionali. Quattro ettari e mezzo suddivisi in otto parcelle distinte, ciascuna con una propria identità e una propria voce, in una zona dove la viticoltura affonda radici profonde e la tradizione del vino rifermentato in bottiglia è patrimonio culturale, prima ancora che produttivo. L'idea alla base del progetto è di produrre senza compromessi, ovvero ridurre al minimo l'intervento umano per lasciare spazio alla vitalità del vigneto. I filari convivono con siepi, alberi da frutto e piante spontanee, in un ecosistema agricolo vivo che Massimo Coletti riassume con disarmante chiarezza: meno chimica, più zappa.
La cantina Coletti lavora interamente a mano, senza diserbanti né prodotti di sintesi, nel rispetto della biodiversità e dell'equilibrio naturale. I vitigni usati sono gli storici del trevigiano, ovvero Glera, Verdiso e Boschera. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve sono vinificate parcella per parcella, perché il suolo, per Massimo, non è mai un semplice supporto ma un elemento narrante, a cui dare voce. Le vinificazioni si rifanno alla tradizione del Colfondo, con rifermentazione in bottiglia sui propri lieviti, assenza di chiarifiche e filtrazioni, e un uso limitatissimo della solforosa. Ogni bottiglia è un racconto preciso di un appezzamento specifico, di una composizione minerale irripetibile.
I vini di Massimo Coletti al naso esprimono aromi varietali nitidi ma molto variegati, frutto diretto della diversità dei terroir e dell'assenza di interventi correttivi. Al palato la sapidità è il tratto comune a tutte le etichette, accompagnata da una freschezza verticale e da una bollicina fine e persistente che riflette la natura effervescente della tradizione trevigiana. Interpretazioni sincere di un territorio che sa sempre sorprendere.

















