I Mandorli

Tanto lavoro in vigna e poco in cantina: ecco da dove partire per conoscere i vini maremmani della cantina I Mandorli

I Mandorli è una giovane realtà produttiva, nata nel 2002 per opera di Massimo Pasquetti. Ci troviamo nell’Alta Maremma toscana, più precisamente a Suvereto, antico borgo di origine medievale del livornese a cavallo tra la rinomata zona di Bolgheri e la selvaggia e incontaminata Maremma. Massimo, dopo aver visitato alcuni ettari di terra, rimane ammaliato dalla bellezza del terroir di Suvereto, e nel 2003, dopo aver concluso le pratiche di acquisto di alcune parcelle, inizia a piantare i primi vigneti e fondare la cantina i Mandorli, nome dovuto dalla massiccia presenza di alberi di mandorlo che costellano queste alte colline. Sin dall’inizio la cantina viene seguita da Andrea Bargiacchi, nome che si lega indissolubilmente al mondo del biologico e del biodinamico, che contraddistingue quindi sin da subito le scelte di Massimo. Affianco a Massimo oggi operano la figlia Maddalena, ex insegnante, Adil, che si occupa di guidare il trattore tra i ripidissimi pendii, e Costanza, che segue le attività di produzione e ospitalità.

Il territorio attraverso cui si snodano gli ettari di proprietà è caratterizzato da un sottosuolo roccioso, ricco di oligoelementi, assolato, sui cui spira una brezza costante, che avvolge la tipica macchia mediterranea che circonda i vigneti, situati a circa 300 metri sul livello del mare ed esposti su due appezzamenti: uno a sud che guarda il golfo di Portoferraio e l’Isola d’Elba e l’altro a nord che si affaccia sull’entroterra toscana. Tra i filari si coltivano Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Aleatico e Vermentino, varietà che vengono allevate seguendo i principi dell’agricoltura biodinamica, favorendo il perenne processo di scambio fra terra e aria, dando vita a un’attività microbica. In vigna tanta è l’attenzione, perché la nascita dei grandi vini avviene in questa fase, mentre la cantina viene vissuta come un luogo di attesa, in cui il tempo e gli affinamenti, sempre brevi per non rovinare gli aromi primari delle uve, servono per chiudere il cerchio di quanto già ottenuto fra i campi. Non si usano enzimi, lieviti, anidride solforosa o concentranti, e le temperature durante le fermentazioni non sono controllate. I brevi affinamenti avvengono in grandi botti di legno usate, cemento o anfore di terracotta; quest'ultime in totale sono 3 e sono caratterizzate da bassa porosità, permettendo così poca ossigenazione. Da sottolineare anche la nuova struttura con un suggestivo angolo degustazione, decorata dalle ceramiche di Maddalena e dagli acquarelli di zia Chiara, motivi che campeggiano anche sul logo e sulle stupende etichette.

Massimo ha voluto negli ultimi anni intraprendere un nuovo progetto e, innamoratosi di Pantelleria, ha deciso di acquistare un ettaro sull’isola, producendo anche una nuova bottiglia con le uve refrigerate arrivate via nave. La linea dei vini I Mandorli è caratterizzata da diversi tratti distintivi: primo fra tutti una nota minerale e sapida che è il filo conduttore e il marchio di fabbrica della cantina. Inoltre le bottiglie hanno una finezza e delicatezza unica, che mette in risalto le note del varietale intrecciandole alla tipica macchia mediterranea della zona.  

Altre informazioni

Regione
Anno fondazione
2002
Ettari vitati
5
Uve di proprietà
100%
Produzione annua
7.000 bt
Enologo
Costanza Calvi
Indirizzo
Piazza San Tommaso, 14 - Località Belvedere - 57028 Suvereto (LI)

"Una piccola azienda che ha una visione per noi molto azzeccata del territorio che le ospita e che produce vini eleganti, fini e di grande godibilità"

Guida Slowine 2020

I vini della cantina I Mandorli