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Rosso di Montepulciano

Il Rosso di Montepulciano viene prodotto nell’omonimo comune della provincia di Siena a partire da Sangiovese, conosciuto localmente come Prugnolo Gentile, eventualmente in combinazione con basse percentuali di altre uve. Rispetto al Nobile, con cui condivide la zona di produzione e alcuni metodi di produzione, è più giovane e meno evoluto, capace di valorizzare l’aspetto più fresco, versatile e gastronomico del vitigno principe della Toscana. I produttori locali sono soliti ricorrere a brevi invecchiamenti in botti di rovere, per renderlo morbido e rotondo, salvaguardando però quel dinamismo e quella freschezza fruttata che lo rendono particolarmente indicato in abbinamento con salumi, primi piatti, carni grigliate e pietanze della tradizione regionale.

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3 -@@-2-Vitae AIS
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2 -@@-1-Gambero Rosso
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88 -@@-8-Wine Spectator
91 -@@-9-James Suckling
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3 -@@-2-Vitae AIS
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2 -@@-6-Slowine
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Il Rosso di Montepulciano viene prodotto nell’omonimo comune della provincia di Siena a partire da Sangiovese, conosciuto localmente come Prugnolo Gentile, eventualmente in combinazione con basse percentuali di altre uve. Rispetto al Nobile, con cui condivide la zona di produzione e alcuni metodi di produzione, è più giovane e meno evoluto, capace di valorizzare l’aspetto più fresco, versatile e gastronomico del vitigno principe della Toscana. I produttori locali sono soliti ricorrere a brevi invecchiamenti in botti di rovere, per renderlo morbido e rotondo, salvaguardando però quel dinamismo e quella freschezza fruttata che lo rendono particolarmente indicato in abbinamento con salumi, primi piatti, carni grigliate e pietanze della tradizione regionale.

La tradizione del Rosso di Montepulciano

Il territorio di produzione è quello dell’omonimo comune della provincia di Siena, lo stesso in cui viene prodotto il Nobile. In queste zone la Val d’Orcia cede il passo alla Val di Chiana e il terreno si trova ricco di sabbia e limo, oltre che di argille. Si tratta di una zona straordinariamente vocata alla viticoltura, famosa per la produzione di vini toscani, famosi e apprezzati in tutto il mondo. Le prime testimonianze di una produzione enologica di alta qualità nel territorio risalgono a prima del ‘600, grazie soprattutto agli scritti dello storico Sante Lancerio, bottigliere personale di Papa Paolo III Farnese, e del medico e letterato Francesco Redi. Nel corso dei secoli questa tradizione si è mantenuta e sviluppata e il Montepulciano Rosso, a base di Sangiovese, è sempre stato un prestigioso ambasciatore del territorio non solo in Italia ma anche in tutta Europa.

Il territorio e i metodi di produzioni secondo il disciplinare

Secondo il disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata, istituita formalmente nel 1988, il Rosso Montepulciano deve essere prodotto per almeno il 70% da Sangiovese, denominato anche Prugnolo Gentile, con eventuale integrazione di altre uve rosse coltivate nella zona, di varietà sia autoctona che internazionale, per un massimo complessivo del 30%. I produttori possono così scegliere di usare solo Sangiovese, come nel caso dell’Avignonesi Rosso di Montepulciano, prodotto da una delle più rappresentative cantine toscane. Oppure possono scegliere di ricorrere a piccole percentuali di altre uve come per esempio il Canaiolo, il Colorino, il Merlot, per ricercare un’ulteriore morbidezza, o in alternativa il Cabernet Sauvignon o il Syrah, in grado di apportare un elegante speziatura al prodotto finale. Sono ammesse anche, purché non superino il 5% del totale, anche uve bianche, a patto che non siano aromatiche. La zona di produzione coincide con il territorio amministrativo dell’omonimo comune, celebre per la sua rilevanza storico-artistica e anche per il Nobile. I vigneti devono, per legge, essere situati tra i 250 e i 600 metri di altitudine e tutte le operazioni, sia in vigna che in cantina, devono svolgersi all’interno del territorio comunale. Non ci sono regole precise riguardo alla modalità di affinamento, che può essere svolto sia in acciaio che in legno, a parte l’obbligo di messa in commercia non prima del mese di marzo successivo alla vendemmia. La prassi più comune è comunque quella di ricorrere a botti di rovere per l’affinamento posticipando di molti mesi la messa in commercio. Come previsto anche per altri disciplinari in Italia, i vini rossi che si fregiano di questa denominazione essere commercializzati solo in bottiglie di vetro, nello specifico di forma bordolese, della capacità non superiore a 5 litri.

Occasioni di consumo e abbinamenti gastronomici

Il Rosso di Montepulciano ha un prezzo di norma più basso rispetto al Nobile, per via dei tempi di affinamento ridotti e per standard di produzione più flessibili. Inoltre può garantire una più ampia accessibilità e una versatilità gastronomica straordinaria. Si abbina alla perfezione con la cucina di terra di ogni regione, prediligendo l’abbinamento con affettati e carni bovine, ovine e suine. È perfetto per una cena in compagnia e per grigliate con gli amici, ma non sfigura neanche in contesti più eleganti e formali. Le più alte e nobili espressioni di questa tipologia sono infatti contrassegnate da quell’elegante e calda generosità tipica dell’enologia toscana, unita ad una freschezza e a leggeri tannini di chiaro stampo gastronomico, che rendono cioè la beva facile e scorrevole. Per fare qualche esempio può essere servito con primi piatti al ragù, risotti ai funghi, affettati e salumi, pollame nobile e carni grigliate. Tra i piatti regionali sono consigliati i crostini toscani con i fegatini, le zuppe di legumi, i pici all’aglione, le pappardelle al ragù di cinghiale oppure di anatra, la costata di manzo, la faraona ai funghi porcini oppure il peposo. Questi sono solo alcuni esempi di abbinamenti regionali perché le possibilità sono pressoché infinite.

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