Petit Clergeot
Petit Clergeot nasce da una scelta coraggiosa, quasi controcorrente. Nel 2017, Paul Clergeot torna all'azienda di famiglia, che viveva allora esclusivamente di vendita delle uve e porta con sé idee chiare e una visione che lo distingue nettamente dalla logica dominante nella zona. Nel 2018 Paul introduce i primi mezzi produttivi e firma il primo millesimo. Ci troviamo nella Côte des Bar, tra i freddi ma vocati vigneti di Polisot. Qui Paul ripone la propria fiducia alle sue viti, acune delle quali piantate su appezzamenti di pregio come Les Commes, incastonata tra i boschi a 400 metri d'altitudine e già appartenuta al nonno, e la celebre Montgueux, su suoli gessosi e silicei, celebre per i suoi Chardonnay. Otto ettari totali, solo due attualmente vitati: il passo è lento, deliberato, profondamente meditato.
Il metodo di Peti Clergeot è quello di chi non ha fretta di arrivare, ma sa bene dove vuole andare. La conduzione è interamente in biodinamica: “non potrebbe essere altrimenti” dice Paul. In vigna si privilegia l'ascolto del suolo e il rispetto dei cicli naturali; in cantina ogni parcella viene interpretata con curiosità artigianale, dando vita a cuvée distinte come Les Commes, Chevry e Haut Revers du Chutât, capaci di restituire il carattere irripetibile di ciascun terroir. Le viti vedono anche maiali e pecore che pascolano liberamente, un vero ecosistema.
Nel bicchiere, gli Champagne di Petit Clergeot rivelano la personalità di un'Aube autentica e genuina. Frutto, finezza e tipici accenni gessosi della zona, con una tensione minerale sempre presente che parla direttamente dei suoli di Montgueux. Le cuvée parcellari mostrano una precisione e una profondità sorprendenti, mentre gli assemblaggi puntano sulla personalità delle vigne vecchie, lavorate con rispetto e pazienza. Una realtà giovane, ma già capace di emozionare.













