Pacina

"Per fare meno, bisogna conoscere di più": il fattore umano incontra la purezza del vino

Pacina significa Bacco in etrusco: la storia di questa realtà sarà segnata per sempre da questo legame etimologico stretto con il vino. Pacina è accoglienza, famiglia e integrità. Una volta nella vita tutti noi dovremmo respirare l’aria di Pacina, in quell’immenso giardino, protagonista di numerose scene di ‘Resistenza Naturale’ (J. Nossiter, 2014). Pacina è un convento del Novecento che si estende su 60 ettari di terra di cui solo 10 dedicati alla vite, che cresce selvaggia e indomata, circondata da campi coltivati a leguminose, olivi centenari, frutteti e bosco. Una preziosa eredità che papà Enzo ha lasciato nelle mani di Giovanna, che oggi brilla con la stessa energia, biodiversità e generosità di un tempo, forte del non essere mai scesa a compromessi né con l’industria enologica né con l’agricoltura della monocoltura.

Pacina è in una terra di mezzo, in Toscana, a Castelnuovo Berardenga, dove le colline del Chianti Classico abbracciano le Crete Senesi, una terra di confine tra una denominazione e l’altra, tra un paesaggio e un altro, tra suoli ricchi di sabbia e terreni di argille, tra tronchi robusti e radici di saggezza contadina. Pura natura in vigna e estremo minimalismo in cantina, dove le grandi vasche di cemento del nonno, sono affiancate a botti di legno tutte diverse tra loro, custodite tra pareti umide e incastonate di pietre e reperti fossili.

Il vino di Giovanna Tiezzi è naturale nella sua accezione più pura e sincera, distante dall’hipsterismo contemporaneo, dalle mode e dai facili consensi: il modo di fare vino a Pacina è sempre lo stesso da cinque generazioni. È il modo di intenderlo e consumarlo ad essere cambiato. Nel 2008 Giovanna esce dal Chianti DOCG, tradendo inizialmente il ricordo di nonna Lidia, prima donna vignaiola a Pacina. La verità è che il Sangiovese, per come lo intende Giovanna, non esce sul mercato due anni dopo la vendemmia - come prescritto dal disciplinare - ma ne attende ben cinque!

La storia di Pacina è oggi la storia di un grande amore: quello con Stefano, agronomo milanese trapiantato in Chianti. Insieme condividono il loro amore e la loro vita professionale, supportati da Maria Clotilde e da Carlo Edoardo, figli di Pacina, impegnati a raccontare Pacina nel mondo; torneranno a casa?!

 

Informazioni

Regione:
Vini principali
Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Trebbiano, Malvasia
Ettari vitati
10.5
Uve di proprietà
100%
Produzione annua
50.000 bt
Indirizzo
Pacina, Via Pacina 2 - 53019 Castelnuovo Berardenga (SI)
I vini di Pacina