Mamete Prevostini

La poesia della terra di Valtellina scritta da una delle cantine più rappresentative del territorio

Tra le stelle che hanno illuminato per anni il territorio vitivinicolo della Valtellina c’è sicuramente da citare la cantina Mamete Prevostini. Valtellina nella lingua dei vitigni è Nebbiolo delle Alpi, o meglio Chiavennasca, perché così è chiamata localmente questa uva rossa che proprio sui pendii dell’estremo nord della Lombardia ha trovato una seconda casa. Una zona unica nel suo genere, da considerare una microgalassia della nostra penisola per la quantità e qualità di prodotti che sforna ogni anno: mele, gustosi formaggi, tipiche bresaole, la famosa polenta taragna, per non parlare dei classici pizzoccheri e non per ultimi i grandi vini rossi. Mamete Prevostini lo sa bene, perché è uno degli esponenti principali e più simbolici del prezioso nettare di Bacco.

Lungo le prime alture ai piedi delle maestose Alpi, ad un’altezza compresa tra i 300 e i 700 metri di altitudine, crescono i vigneti di questa antica e storica cantina del luogo, nata nei primi anni ’70, ma ancora oggi considerata un punto di riferimento del panorama enologico valtellinese. Il tutto iniziò quasi un secolo fa quando i nonni fondarono un agriturismo. Lavoravano la terra, coltivavano i propri frutti e ortaggi e potevano contare su un frigorifero naturale, una cavità scavata nella roccia, il “crotto”, in cui soffia costantemente un vento che permette di mantenere umidità e freschezza costanti. Oggi al fianco di questa antica tenuta, nella quale Mamete conserva le antiche chicche e i vecchi ricordi, si erge una nuova cantina a Postalesio con il sigillo di “casaclima wines”, un progetto di eco-sostenibilità, che ospita al suo interno tre piani dedicati rispettivamente alle operazioni di appassimento, fermentazione e affinamento.

La cantina conta su diversi cru: Sommarovina, la prima vigna in Sassella che fu acquistata nel 1996, San Lorenzo, a ridosso del Convento San Lorenzo nella zona del Sassella, La Crus, la più giovane nella sottozona dell’Inferno, e Vertemate, dove si coltivano anche uve bianche. La viticoltura della zona può essere definita eroica, poiché le vigne sono organizzate in ripidi terrazzamenti e le uve vengono raccolte ancora a mano. I vini Mamete Prevostini si caratterizzano per un profilo montano ed elegante, avvolti da un bouquet intenso di piccoli frutti di bosco, e capaci, in pochi sorsi, di evocare la magia di queste terre.

Informazioni

Vini principali
Sforzato, Sassella, Grumello
Anno fondazione
1928
Ettari vitati
28
Uve di proprietà
100%
Produzione annua
190.000 bt
Enologo
Mamete Prevostini
Indirizzo
Via Don Lucchinetti, 63 - 23020 Mese (SO)
I vini di Mamete Prevostini